"Traduzione di Elia Morpurgo de' Discorsi Ebraici di Tolleranza e Felicità" is an ethical discourse and translation of Jewish thought, created in the late 18th century. The work, attributed to Naftalì Herz Weisel, emphasizes themes of tolerance and happiness as principles espoused by Emperor Joseph II, particularly regarding the status of Jews in relation to broader society. At the start of the text, the author addresses the reader and introduces the work, which he presents as a tribute to Emperor Joseph II's policies promoting tolerance towards Jews. It opens with a dedication and highlights the educational gap faced by Jewish communities in understanding not only their religious duties but also the moral and civic principles necessary for integration and respect within society. The opening chapters further explore the importance of a thorough education that encompasses both divine law and human morality, illustrating the need for Jews to improve their knowledge of the languages and
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Disse il più saggio tra gli uomini, che si ammaestri il fanciullo
secondo la capacità di lui; poichè quando invecchierà, non devierà
dall'ammaestramento medesimo[3]. Questo testo contiene due
proposizioni: la prima, l'ammaestramento del giovine, cioè, che egli
ammaestrato sia in gioventù, mentre ha la mente libera da' pensieri e
dalle vanità del mondo, e dalla corruzione delle cattive opinioni;
poichè libera essendo come carta non scritta la sua mente, facil cosa
riesce l'insinuarvi le proposizioni vere le quali perfettamente vi
s'imprimono: la seconda, che è relativa al temperamento suo, prescrive,
ch'egli ammaestrato venga secondo la natura e la forza del suo spirito;
giacchè uguali non essendo degli uomini i temperamenti nè le forze dello
spirito, ugualmente nemmeno, ciò che è facile concepirsi e ritenersi da
uno, facile sarà ritenersi e concepirsi da un altro, e così a vicenda,
come più diffusamente diremo al cap. 8, bastando per ora lo stabilire,
che se l'uomo sarà educato da fanciullo, che è quanto dire in età
tenera, ed a seconda della propria natura, non prescinderà certamente
neppure invecchiando dalla educazione ricevuta.
[3] Prov. cap. 22, v. 6.
La educazione de' fanciulli israeliti deve essere divisa in due parti:
la prima consiste in una buona morale, o sia in quelle cose che rendono
quello in cui concorrono degno del nome di uomo; indegno essendo (come
spiegheremo in seguito) di tale denominazione chi di virtù morali
fornito non sia: la seconda comprende la istruzione nella legge e
prescrizioni divine, cose superiori alla mente umana, che rivelate
furono al nostro gran maestro Moisè, il quale gode la vera pace, e che
incognite sarebbero anche a' primi savi del mondo se in questo modo
divino a noi tramandate non fossero; poichè desse che dalla natura la
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Traduzione di Elia Morpurgo de' Discorsi Ebraici di Tolleranza e Felicità: diretti da Naftalì Herz Weisel, agli Ebrei dimoranti ne' dominj dell'Augustissimo Imperadore Giuseppe II. il Giusto con le note del traduttore completo, con atmósfera de vídeo y sonido. Sin descargas.
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