"Storia delle repubbliche italiane dei secoli di mezzo, v. 16 (di 16)" by Jean-Charles-Léonard de Sismondi is a historical account written in the early 19th century. This volume is the final part of a comprehensive exploration of the Italian republics during the Middle Ages, with a focus on their political struggles and military conflicts. The narrative centers on the defense of the Florentine Republic during the siege by the Prince of Orange, detailing the efforts of notable figures such as Francesco Ferrucci and the citizens of Florence to preserve their freedom against overwhelming odds. The opening of this volume vividly depicts the dire situation faced by the Florentine Republic in 1529-1530 as it prepares for an assault by the formidable forces of the Prince of Orange. While the surrounding Italian states succumb to foreign powers and internal strife, Florence stands resolute, determined to defend its liberty. The text introduces the formation of various militia units by the cit
Así empieza
Apparecchj de' Fiorentini per difendere la loro libertà; sono
assediati dal principe d'Orange. Imprese nello stato fiorentino
di Francesco Ferrucci, commissario generale; viene a battaglia
col principe d'Orange, e nella mischia periscono ambidue;
capitolazione di Firenze.
1529 = 1530.
Mentre che tutti gli altri stati d'Italia, traditi dai loro capi,
saccheggiati dagli stranieri, spossati da lunga guerra, divisi da una
mal intesa politica, e venduti dai loro alleati, si andavano, senza
resistenza, assoggettando al giogo che loro dava Carlo V, la repubblica
di Firenze apparecchiavasi, sebbene sola, a cadere coraggiosamente in
nobile olocausto, piuttosto che rinunciare all'antica sua libertà.
Depositaria di tutto lo splendore, di tutte le virtù, di tutto il sapere
di quelle repubbliche de' secoli di mezzo, tra le quali si era
innalzata, e le quali tutte aveva superate in fama, in potenza, in
ricchezze, dessa pareva ricuperare le antiche forze colla ricordanza
della passata gloria; e se più non aveva speranza, se la sua resistenza
non poteva essere coronata da felice avvenimento, non perciò si credeva
meno obbligata a difendersi per l'onore delle sue rimembranze.
Firenze non era mai stata repubblica militare; ed anche in que' tempi,
in cui, tenendo il primo posto tra le potenze d'Italia, poneva argine
alla potenza dei duchi di Milano, dei re di Napoli e degl'imperatori,
non aveva nella sua armata quasi verun cittadino. Quegli stessi uomini,
che, in mezzo alle più terribili sciagure, mostravano ne' consiglj una
costanza, una fermezza invincibile, non sapevano esporsi a personali
pericoli; ma quando un'estrema ruina venne a minacciare la loro patria,
gli stessi Fiorentini impugnarono le armi. Abbandonati dalla Francia,
minacciati da tutte le forze d
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Storia delle repubbliche italiane dei secoli di mezzo, v. 16 (of 16) completo, con atmósfera de vídeo y sonido. Sin descargas.
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