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Historia Italiano 5 capítulos

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de Cesare Cantù

Portada de Storia degli Italiani, vol. 13 (di 15) de Cesare Cantù

"Storia degli Italiani, vol. 13 (di 15)" by Cesare Cantù is a historical account written in the late 19th century. This volume focuses on the French Revolution and its impact on Italy, exploring the social and political upheavals during a pivotal time in European history. The work aims to shed light on the evolution of Italian society and institutions in the context of broader revolutionary ideals. The opening of this volume introduces the profound repercussions of the French Revolution on Italy, highlighting the conflict between traditional authorities and the rising demands for liberty and equality. Cantù discusses the revolutionary fervor that spread across France and its influence on Italian sentiments, including the establishment of revolutionary ideas about the sovereignty of the people. He portrays the chaos that ensued as various factions, driven by philosophical and political aspirations, vied for power and attempted to reshape society, leading to both aspirations for freedom

Así empieza

La Rivoluzione francese.

Dell’imitazione di Francia, sostituita alla evoluzione delle
istituzioni patrie e storiche, apparvero gli effetti allorchè quel
paese ruppe alla rivoluzione, che non dirigendosi a fini nazionali
e speciali come le precedenti, ma a generali concetti, ad un ideale
di libertà e d’umanità, valevole in ogni tempo e in ogni luogo, da
ciò traea forza e importanza insolite, e il pericolo immanente che
deriva dalla coscienza degl’intenti, sopravvivente alle istantanee
commozioni. In fatti, scoppiata nel 1789, non è ancor finita oggi ch’io
scrivo, dopo ottantott’anni di delitti atroci, di guerre sanguinose, di
portenti dell’ingegno e del cuore, e il sovvertimento di tutte le cose
umane e divine, e cento tentativi di restaurazione che fallirono tutti
perchè, a mettere d’accordo le istituzioni coi costumi non bastano
decreti o bajonette, parlamenti o galere.

La Francia, concentrando tutta la gloria e la potenza nel re, tutta
l’autorità nel Governo, tutta l’amministrazione nella capitale,
avea fissato un oggetto a tutti gli scontenti, un fomite a tutte le
passioni, una mira a tutti i novatori: e quell’attività che, divisa
fra ciascuna provincia, fra ciascun Comune, sarebbesi sfogata in
parziali intenti, si ritorse verso il Governo o per avervi parte o per
contrariarlo; gli si appose ogni colpa dacchè voleva arrogarsi ogni
merito; ammirando in Inghilterra il reggimento parlamentare, anche i
Francesi bramarono circondare il re d’istituzioni rappresentative, dove
i nobili principalmente, ma anche i pensatori e gli abbienti potessero
esprimere i loro voti e concorrere a far leggi; leggi che sarebbero lo
stillato di quella sapienza che da un secolo vagliavano e divulgavano i
filosofi, banditrice d’emancipazione, di spregiudizio, di filantropia,
di naturali diri

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