"Mentana e il dito di Dio" by Ernesto Pozzi is a historical account written in the late 19th century. The work reflects on the key events surrounding the Battle of Mentana, emphasizing the heroism and struggles of the Italian volunteers during the unification movement against papal and French forces. The author, who himself was involved in these events, brings to life the passionate efforts of figures like Garibaldi and the sacrifices made by individuals fighting for national freedom and unity. The opening of the book sets the context for the narrations that will follow, describing the turbulent political atmosphere of Italy in the late 1860s, particularly focusing on the rising tensions between the Italian unification movement and the entrenched power of the Papacy supported by France. It introduces Ernesto Pozzi, the main character and narrator, detailing his background and involvement in the Garibaldian campaigns. The text captures a vivid picture of the prelude to the battle, deta
Así empieza
Romani il diritto di insorgere? Agli Italiani il dovere di aiutarli?
Vi è forse una tirannide più degradante di quella del papato, messo lì
nel core della penisola per impedirle di costituirsi; per seminarla di
briganti; per raccogliere nel suo seno tutto quanto l'oscurantismo
mondiale; per mantenere tra questo povero popolo la miseria,
l'ignoranza e la discordia? Missione degna del Bonaparte, protettore
di tutte le tirannidi, fu quella di volere eternare quella di Roma
coll'esecranda Convenzione di settembre.»
Rattazzi, legislatore anticlericale ma uomo politico da burla, il 21
settembre annunziava che seguiva con diligenza grande l'agitazione che
col nome glorioso di Roma tentava spingere il paese a violare i patti
internazionali e soggiungeva: «In uno Stato libero nessun cittadino
può farsi superiore alla legge e mettere sè stesso in luogo dei grandi
poteri della nazione e di suo arbitrio disturbare l'Italia nella dura
opera del suo ordinamento e trascinarla in mezzo alle più gravi
complicazioni.»
Garibaldi per tutta risposta s'era recato a Sinalunga sul confine
romano e Rattazzi ve lo faceva arrestare e tradurre alla fortezza di
Alessandria. Lungo il viaggio, a Pistoja, Garibaldi consegnava a Del
Vecchio, da pubblicare, questa lettera:
«I Romani hanno il diritto degli schiavi: insorgere contro i loro
tiranni, i preti. Gli Italiani hanno il dovere di aiutarli, e spero lo
faranno a dispetto della prigionia di cinquanta Garibaldi. Avanti
dunque nelle vostre belle risoluzioni, Romani ed Italiani. Il mondo
intero vi guarda, e voi, compiuta l'opera, marcerete colla fronte alta
e direte alle Nazioni: Noi vi abbiamo sbarazzata la via della
fratellanza umana dal più abbominevole suo nemico, il Papato.»
Così grandi furono le ire e i tumulti per tale arresto, così imponent
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Mentana e il dito di Dio: Episodi narrati dal superstite Ettore Pozzi - Seconda edizione, con importanti aggiunte fatte dall'Autore completo, con atmósfera de vídeo y sonido. Sin descargas.
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