"La Repubblica di Venezia e la Persia" by Guglielmo Berchet is a historical account written in the mid-19th century. The text explores the intricate diplomatic and trade relations between the Republic of Venice and Persia during a time marked by geopolitical tensions, particularly involving the Ottoman Empire. The book likely delves into specific historical interactions, treaties, and exchanges that shaped these relationships. The opening of the book sets the stage by detailing a diplomatic mission sent by the Italian government to Persia in 1861, which reflects the broader context of the time, as Europe was increasingly interested in the Orient. It introduces key figures involved in this mission and emphasizes the importance of Venice's historical connections to Persia for its political and commercial aspirations. The narrative highlights the motivations behind these diplomatic efforts and the gathering of historical documents to illuminate the past, setting a scholarly tone that emp
Así empieza
Delle relazioni diplomatiche tra la Repubblica di Venezia e la Persia.
I.
Scomparso quasi il nome della Persia, durante il periodo dei califfati
(anno 652-1258), soggiogata e divisa quella regione dagli Arabi, dai
Mongoli, dai Tartari e dai Turcomanni, cominciò soltanto nel secolo XV
a risorgere pel valore di Uzunhasan, il quale potè far rivivere col
nome persiano le gloriose tradizioni degli Acmenidi e dei Sassanidi.
Nelle lotte delle due fazioni turcomanne, dell'ariete nero
(Karakojunlu) e dell'ariete bianco (Akkojunlu), Hasanbei, detto
poi Uzunhasan (il lungo), capo di quest'ultima, rimanendo vincitore,
occupò gli stati e le castella di alcuni potenti signori suoi vicini.
E mossosi, di poco varcata la metà del secolo XV, contro Gihan shàh,
sovrano dell'ariete nero, lo vinse nelle campagne di Erzengian;
quindi, sconfitto Ebusaid signore dell'Azerbeigian, si impadronì di
tutta la Persia, fra questi confini: a levante l'Indo e la Tartaria, a
ponente la Georgia, Trebisonda, la Caramania, la Siria e l'Armenia
minore, a mezzogiorno l'Arabia ed il mare dell'India, a tramontana il
monte di Bakù[1].
Uzunhasan sposò la despina Teodora, figlia di Giovanni imperatore di
Trebisonda, il quale gliela accordò per consorte colla condizione che
ella continuasse a vivere nella religione greca [Documento I].
Quest'imperatore, seguendo l'esempio di altri deboli sovrani
trapezuntini, che, disposando le proprie figlie a principi barbari, si
assicuravano la loro protezione, credette con tale unione, e
coll'alleanza conchiusa col nuovo signore della Persia, di difendere
il proprio trono dalla potenza minacciosa di Mohammed, il quale, dopo
la conquista di Costantinopoli, voleva impadronirsi di quegli ibridi
imperi greci, che erano sorti dalle rovine di Bisanzio.
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