"La peste di Milano del 1630" by Giuseppe Ripamonti is a historical account written during the early 19th century. The work details the devastating plague that struck Milan in the early 17th century, focusing on its social and political impacts, as well as the responses from local authorities and prominent figures of the time, such as Cardinal Federico Borromeo. At the start of the narrative, Ripamonti introduces the historical context of Milan prior to the outbreak, notably during Spanish rule. He describes the city as prosperous and cultured yet on the brink of catastrophe due to military unrest and the subsequent famine that preceded the plague. The opening establishes a bleak atmosphere where societal structures are crumbling under the weight of crisis, and masks the resilience and struggles of people as they confront the emerging threat of the epidemic. The author aims to preserve the memory of these events for future generations, emphasizing the moral and civic lessons learned
Así empieza
Siamo all’epoca spagnuola, che comprende un periodo di cento
settant’anni, d’allora che le armi vittoriose di Carlo V e il
Trattato di Cambray aggiunsero anche il nostro paese agli sterminati
possedimenti di quel monarca, fino alla venuta degli Austriaci
sull’incominciare dello scorso secolo. Epoca fatale e di amara
ricordanza pei Lombardi! Re lontani e di tanto più difficile accesso,
che per giungere a Madrid era d’uopo traversare la Francia quasi
sempre in guerra colla Spagna, ovvero altri Stati Italiani per
prendere imbarco in qualche porto del Mediterraneo. Governatori,
che rappresentavano il Sovrano, estranei alle leggi, alle abitudini,
alla lingua nostra, avidi di saziare la loro ambizione e l’avarizia,
non reggevano, ma angariavano il paese ad essi per tre anni lasciato
in balìa. Un Senato, composto in buona parte di Spagnuoli, che
giudicava inappellabile come Iddio. Il Consiglio segreto di Stato; il
Magistrato di Sanità; i Sessanta Decurioni; il Capitano di Giustizia;
il Magistrato ordinario, lo Straordinario, tutti poteri che agivano
indipendenti nella propria sfera, urtandosi e collidendosi sovente
nell’esercizio dei loro attributi non troppo chiaramente definiti.
All’allegria ed all’attività ingenita nei Lombardi sottentrò il
cupo sussiego, l’albagia e l’indolenza spagnuola; quindi i nobili
abbandonarono il commercio, riputandolo disonorevole al casato;
le manifatture andarono in decadimento, le arti e gli studj furono
negletti, le opere pubbliche trascurate, in breve il nostro paese,
consumandosi per lenta inedia, da florido e ricco che era, fu ridotto
sterile e inerte per mancanza d’industria agricola e manifatturiera e
di civile energia.
Però l’attribuire il decadimento e la ruina della Lombardia
esclusivamente al dominio spagnuolo, come fecero parecchi s
… sigue leyendo gratis en el lector inmersivo de Mirrow.
Léelo gratis en Mirrow
La peste di Milano del 1630 completo, con atmósfera de vídeo y sonido. Sin descargas.
Más historia gratis
- Storia della Repubblica di Firenze v. 3/3
Gino Capponi - Alcibiade : $b scene Greche in dieci quadri
Felice Cavallotti - Mystic London; or, Phases of occult life in the metropolis
Charles Maurice Davies - Roma nella memoria e nelle immaginazioni del Medio Evo vol. I
Arturo Graf - Os deputados brasileiros nas Côrtes Geraes de 1821
Manuel Emílio Gomes de Carvalho - Ons Vaderland van de vroegste tijden tot de 15de eeuw
M. Lievevrouw-Coopman