"Il Vino: Undici conferenze fatte nell'inverno dell'anno 1880" by Various is a collection of lectures written in the late 19th century. The work features contributions from a variety of authors, including scientists and literary figures, who each provide insights on different aspects of wine, intertwining its cultural, historical, and scientific dimensions. The overarching theme revolves around the significance of wine in human society, touching on its mythological origins, cultural practices, and the technicalities of its production. The opening of this collection begins with a foreword from the editor outlining the uniqueness of this collaborative effort among eleven experts in various fields. It emphasizes that this volume is not a straightforward treatise on wine but rather a pleasant and instructive read that delves into the myths surrounding wine's origins, its role in human customs, and historical anecdotes. The first lecture by Arturo Graf explores the legendary aspects of win
Así empieza
I principii furono davvero splendidi; il vino fece stupendamente la sua
comparsa nel commercio mondiale. I Fenici, o signori, quelli stessi che
diedero l'alfabeto al mondo, propagarono tra le genti isolane e ripuarie
del Mediterraneo la coltivazione della vite e l'uso del vino, che fu
principalissimo articolo nel traffico di quel popolo di navigatori
illustri e audacissimi. La Fenicia produceva ottimo vino, specialmente
nei territori di Tiro e Sarepta e sulle più basse pendici del Libano. Ne
traeva poi dalla Palestina, dalla Siria e dagli altri paesi ove via via
la viticoltura s'andava estendendo. Tutti avete letto nella Storia Sacra
la narrazione degli esploratori mandati da Mosè nella Terra promessa e
tornati con un enorme grappolo d'uva, che fu certo per gli ebrei tra i
più forti eccitamenti alla conquista d'un così fertile suolo. E dalla
Palestina andavano al mercato di Tiro i vini di Engaddi, Sorek, Elealeh,
Eshbon. Però i più squisiti e reputati a quei tempi si facevano nella
Siria, che forniva al commercio il vino di Haleb (la moderna Aleppo)
pregiatissimo, l'unico che si mescesse alla tavola degli Scià di Persia
e diede più tardi il vino di Damasco. La maggiore esportazione si
dirigeva verso l'Egitto, nella cui regione superiore il prodotto della
vite era scarso e cattivo e nelle altre due, la centrale e l'inferiore,
non si coltivavano vigne. Due volte l'anno le carovane trasportavano da
Tiro a Menfi grossi carichi di vino, percorrendo la via littorale di
Gaza e il margine esterno del delta del Nilo. I buongustai egiziani
bevevano a preferenza il vino di Tiro e quello di Laodicea. La
Babilonia, non contenta del vino che traeva dall'alta Mesopotamia;
l'Assiria, ove si beveva molto; l'Arabia, la Persia e la lontana India
erano nel continente asiatico paesi di rice
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